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Castello di Grosso

immagine ingrandita Il castello (apre in nuova finestra) II castello di Grosso, situato sulla piazza principale del paese, è un monumento notevolissimo dell'architettura barocca piemontese del Seicento.
Il fabbricato, di proprietà privata, si compone essenzialmente di un grande braccio di fabbrica a tre piani, che prospetta verso la piazza principale del paese.
A sinistra dell'edifìcio principale si innalza un braccio di soli due piani, terminato da una cappella gentilizia la cui facciata, sobria e corretta, prospetta anch'essa la piazza.
Il profilo della facciata, interrotta dalle torricelle pensili e dal torrione centrale, è variato e interessante; la giudiziosa distribuzione delle masse, costante preoccupazione dei vari architetti, risulta movimentata dai grandi avancorpi, che, per la cornice sporgente, contribuiscono a segnare strisce e pezze di ombra sul prospetto dell'imponente edificio.
A sinistra dell'androne è disposta la scala a quattro rampe, sostenute da volte a collo d'oca, mentre i pianerottoli poggiano su colonnette.
Le pareti della gabbia in molti tratti presentavano forse delle pitture; rimane ancora vicino alla porta che, al piano nobile, da accesso al salone d'onore la figura di un alabardiere riccamente vestito, interessante saggio di costume secentesco.
L'interno del castello, contrastante con la sobrietà esteriore, è fastoso e ricorda il lusso e lo splendore della vita seicentesca.
Gli ambienti del pian terreno sono coperti da volte dipinte con motivi del Rinascimento e seicenteschi.
Il grandioso salone al piano nobile, in posizione non centrale, impressiona per la sua fastosa decorazione. Esso è coperto da un soffitto in legno a cassettoni, adornati da rosoni.
Il tono dell'ornamentazione è molto chiaro: travi, travicelli, rosoni in grigio con esili filetti oscuri che ne sottolineano le membrature, ciò avvantaggia la sala nell'effetto della sua altezza.
La composizione e il disegno caratteristico del Seicento per la ricchezza delle cornici, medaglioni e per gli atteggiamenti contorti delle figure, appaiono talvolta non certo perfetti.
La pittura però in complesso è assai commendevole e adempie perfettamente al suo scopo decorativo, di cui nel Seicento ancora si preoccupava l'artista.
Il salone adiacente è pure mirabile per il suo bellissimo soffitto a cassettoni e rosoni in chiaro e per un altro fregio dipinto che corre sotto di esso.
Entro medaglioni bronzei sono effigiate varie figure di putti e cariatidi. Le cornici e i cartocci che li circondano, trattati con fare largo e disinvolto in tinta chiara, sono pure molto belli. Sono rappresentate le quattro età auree.
Molti altri locali del castello sono adornati di pitture.
Una lapide marmorea, conservata e murata nella cappella gentilizia dedicata alla S. Sindone, ci ricorda gli autori e la data della ricostruzione del castello: "I fratelli Giovanni, Giacomo e Bernardino Armano conti di Grosso e Villanova nel 1655 ricostruirono dalle fondamenta il Castello medioevale che era cadente per vetustà, rivendicando la potestà su Grosso che da tre secoli apparteneva ai loro maggiori e costrussero la Cappella intitolata alla S. Sindone".

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